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Canapa: antico know-how Made in Italy

Canapa: antico know-how Made in Italy

Argomentando sul tema della canapa, mi sono soffermata a pensare che la tanto condannata e proibita canapa dei nostri tempi, negli anni Cinquanta era per l’Italia (secondo produttore d’Europa dopo la Russia con migliaia di ettari coltivati tra Piemonte ed Emilia Romagna) una leva importantissima per il sostentamento dell’economia della nostra bella nazione.

Felice Giraudo, presidente di AssoCanapa, spiega che “I semi nostrani sono considerati i migliori del mondo, e soltanto negli Stati Uniti quest’anno ne abbiamo esportati 350 quintali” e prosegue “Di fatto, grazie a qualità eccellenti come Carmagnola e Fibranova, si prospetta la nascita di un nuovo e fruttuoso settore del Made in Italy“.

Per fortuna infatti oggi il nostro antico know how sul tema gode di una normativa di legge che rende di nuovo legale le piantagioni di canapa ed il suo utilizzo in diversi ambiti.

Infatti la canapa che troviamo ovunque in commercio in questo periodo, deve avere delle specifiche qualità, ossia il THC tendenzialmente inferiore allo 0,2% e comunque non superiore allo 0,6% e dei certificati che ne attestino provenienza e contenuto della sostanza psicotropa.

I terreni coltivati a canapa sono passati da mille a 5 mila ettari in un anno, una rotazione che, a detta degli agronomi, può migliorare la fertilità del terreno.

Dal 2007 a oggi sono nate moltissime nuove aziende, tra agricole e commerciali e questo business potrebbe portare diverse entrate nelle casse dello Stato.

Eppure il Consiglio Superiore di Sanità ha avuto a che dire su possibili effetti negativi – partiamo dal presupposto che nella canapa light è praticamente assente il THC (sostanza psicotropa) mentre alcuni tipi di inflorescenze sono ricchissimi di CBD che è la sostanza benefica contenuta nella canapa light.

Siccome nulla in merito è dimostrabile, la vendita ed il consumo di canapa light non è stato proibito a seguito del parere del CSS.

Un’altro effetto benefico collaterale rispetto alla  commercializzazione della canapa light, è la disperazione degli spacciatori di quartiere che vedono ridurre progressivamente i loro incassi prodotti dalla marijuana illegale. Insomma, la light sta distruggendo il mercato della illegale!

Biofibra, bioplastiche e persino idrocarburi sono tra i derivati più ricchi.

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